COM

La società del nichilismo

Fonte Immagine: E merc.it

Anni di consumismo hanno amplificato il ripudio dei valori assoluti favorendo la relativizzazione di ogni cosa. Tendenza dominante nel mondo giovanile.

E’ diffusa, tra gli studiosi di scienze sociali, l’opinione che nella società moderna abbondi un corposo atteggiamento nichilista. Vale a dire, la comune tendenza a rifugiarsi dalle verità assolute e ad abbandonarsi sistematicamente  a uno smisurato relativismo volto alla prefigurazione di tante verità parziali contestualizzate in diverse modo,  un atteggiamento allo stesso tempo diffuso e preoccupante soprattutto nella misura in cui sembra coinvolgere  proprio le generazioni più giovani. Si sente spesso parlare dei malesseri giovanili, delle loro difficoltà perché  inseriti in un mondo dove le certezze sono merce rara e dove gli scenari si alternano con impressionante facilità. In un quadro estremamente mutevole che rappresenta il presente non ci sono più, come sistemi di ancoraggio, le ideologie e i valori che hanno sicuramente caratterizzato l’essenza delle generazioni precedenti e rispetto alle quali si è sviluppata per migliaia di giovani il loro vincolo di appartenenza alla società e il loro modo di essere parte di un tutto a cui dare il loro contributo.

 

I limiti della società “liquida” e il tramonto del capitalismo.

Prendendo a prestito una felice definizione del sociologo, recentemente scomparso, Baumann oggi viviamo in una società liquida,  vale a dire in  una società dove tutte le esperienze fondamentali della vita risultano indelebilmente contrassegnate da un carattere effimero, transitorio e momentaneo. Una società, che nella lunghissima fase iper consumistica ha continuato a palesare una sostanziale voracità, divorando valori ed ideologie in nome di una realtà fondata sull’uso e getta dove l’unico atteggiamento omologato risiedeva  proprio nel consumo. Non può sorprendere nessuno se gran parte dei malesseri che coinvolgono le generazioni siano originate proprio dalla scarsità di valori a cui ispirare l’esistenza.

In un mondo dove tutto è tremendamente post, post- moderno, post-ideologico l’abbandono all’atteggiamento nichilista segna il punto finale verso l’oggettiva impossibilità a creare qualcosa di solido e di condiviso su cui edificare una visione comune  del mondo.

Quello che Nietzsche definiva come nichilismo passivo, vale a dire la frammentazione di ogni verità assoluta rappresenta il tratto di una società dove gran parte degli sforzi, se non proprio tutti, vengono compiuti in nome di tantissime verità parziali, tutte contestualizzate in un certo modo, ma tutte insufficienti a divenire  un patrimonio comune.

Decenni di consumismo sfrenato, oltre a svuotare di valore intrinseco molti pilastri su cui la società si reggeva, hanno finito per esasperarne l’individualismo. Il consumo è un atto individuale che si compie senza necessità di aggregazione che finisce per arrugginire la tendenza all’intima condivisione di valori impedendo che possano diventare qualcosa di fondante per il prossimo futuro.

Probabilmente e fino a quando il capitalismo era in grado di mantenere la sua più intima promessa, vale a dire consentire ogni cosa a tutti, non si avvertiva come necessità principale quella di un ripensamento di una scala di valori che potesse  proprio nella sua portata generale rappresentare il nuovo elemento costitutivo della società del prossimo futuro.

Ma purtroppo quello che viviamo è forse l’ultimo stadio del capitalismo, che nella sua agonia si protrae nella forma più esasperata di capitalismo finanziario, quindi null’altro che un modo di far si che i soldi possano produrre altri soldi e vedere in tutto questo un valore sarebbe davvero folle.

Il nichilismo con ogni probabilità sarà destinato a protrarsi ancora a lungo in una situazione dove nessuno è ancora in grado di immaginarsi il mondo che verrà e dove gran parte delle difficoltà nascono proprio da una certa disabitudine verso tutto quello che non si usa non si consuma.

Sostienici

Corriere della Campania è sempre gratuito, è sorretto da un'Associazione no-profit. Se lo vuoi aiutare...

Ronald Abbamonte

area politica

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

View all posts